Tutti i vantaggi di un prestito con garante

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Nei mesi precedenti, si era sparsa una voce molto preoccupante. In base alla quale dal 1° gennaio di quest’anno, chi ha un debito finanziario maggiore di 100 euro (500 euro per le imprese) e un ritardo nei rimborsi di oltre 90 giorni sarebbe finito automaticamente nell’elenco dei cattivi pagatori, oltre a diventare oggetto di segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, nel caso in cui l’importo delle rate morose vada a superare l’1% dell’esposizione totale verso l’istituto di credito.

Si tratta però di una voce parzialmente infondata. Chi è portatore di una delle situazioni che abbiamo ricordato sarà infatti indicato in posizione di default, senza però che ciò vada a stabilire alcun tipo di automatismo con la segnalazione in centrale rischi.

Si tratta in effetti di una precisazione molto importante, in quanto notoriamente un evento di questo genere può rendere più oneroso il ricorso al credito, nel migliore dei casi, o addirittura impedirne l’accesso, nel peggiore.

Resta però, nel nostro Paese, una situazione abnorme, con un numero sempre crescente di cattivi pagatori, ovvero persone che non sono riuscite nel passato ad ottemperare, per un motivo o per l’altro, alle clausole previste dal piano di rientro di un finanziamento contratto. Una situazione che va a riflettersi sull’economia reale, lasciando tante persone e imprese nella pratica impossibilità di avere liquidità aggiuntiva per sostenere la propria attitudine al consumo o operare investimenti che sarebbero preziosi per mantenere competitività sul mercato.

Cattivi pagatori: esistono possibilità di accedere al credito?

Il problema dei cattivi pagatori è un problema ormai di lunga data, nel nostro Paese. Ove si calcola che appena dieci milioni di persone possano avere un prestito, senza particolari problemi. Per tutti gli altri la strada del credito è lunga e accidentata se non apertamente impossibile. Tanto da spingere molte persone a cercare alternative per non finire nelle braccia degli strozzini, ovvero della criminalità organizzata.

Un problema che si è notevolmente acuito con l’approdo del Covid lungo il territorio nazionale. Il quale ha costretto il governo a prolungati lockdown, i quali hanno però rovinato l’economia nazionale. In particolare danneggiando tutti coloro che non possono contare su uno stipendio fisso, che in Italia sono un vero e proprio esercito. Formato non solo dai disoccupati, aumentati di un milione di unità nel corso dell’ultimo anno, ma anche da sottoccupati, precari, liberi professionisti e commercianti. Una pletora di individui i quali si sono presto ritrovati a malpartito, considerati gli scarsi aiuti arrivati da un governo costretto a dover tenere conto dei vincoli di bilancio europei.

Tra le alternative che sono state individuate, per cercare di ovviare al mancato accesso ai finanziamenti, va ricordato soprattutto il prestito con garante. Una tipologia di finanziamento il quale presenta alcuni vantaggi di non poco conto. Ma anche di svantaggi che occorre prendere in considerazione, prima di farvi ricorso. Andiamo quindi a cercare di capire meglio di cosa si tratti.

Cos’è il prestito con garante?

Per prestito con garante, si intende quella particolare formula creditizia nella quale le parti in causa non sono due, ma tre. Al richiedente e all’ente erogante, infatti, si va ad affiancare una terza figura, il garante appunto, il quale deve in pratica andare a rassicurare la finanziaria sul ripiano del debito contratto e sul rientro dei soldi prestiti, più la remunerazione prevista in termini di interessi.

Ma cosa fa, in concreto, il garante? Lo dice la parola stessa: fornisce le garanzie all’ente creditore di rientrare della somma concessa, in un modo o nell’altro. Tali garanzie sono:

  1. la capacità reddituale, in particolare sotto forma di una busta paga o di cespiti di reddito dai quali la finanziaria possa trarre la sicurezza che le rate mensili siano versate;
    2) il merito creditizio, ovvero uno storico praticamente invitto nei rapporti con il sistema bancario e con le finanziarie, ovvero non essere entrato in uno dei database delle centrali rischi, come cattivo pagatore.

Se il garante è in grado di rispettare questi requisiti, sarà senz’altro accettato dall’ente erogante. Per il semplice motivo che, nel caso in cui il contraente principale non paghi, subentrerà a lui nell’obbligo di ripianare il prestito. Mettendo in tal modo la finanziaria al sicuro.

Perché una persona dovrebbe fare il garante?

Quindi, come abbiamo visto, il garante ha una funzione ben precisa: presta le garanzie richieste e si accolla l’eventuale mancato pagamento del debito. A questo punto, naturalmente, ogni persona provvista di buon senso si chiederà: e perché uno dovrebbe farlo, con il rischio di dover pagare i soldi non versati dal contraente principale? Un quesito che si fonda anche sul fatto che non è raro il caso in cui il garante sia dovuto subentrare realmente.

Una prima risposta deriva dal particolare rapporto che di solito esiste tra il garante e la persona cui ha prestato la garanzia. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di legami di parentela, ad esempio tra padre e figlio, ma non solo. Un legame in cui l’affetto può indurre a sobbarcarsi il compito anche sapendo che per il contraente principale non sarà facile adempiere agli obblighi contrattuali.

Una seconda risposta è data proprio dalla legislazione esistente. La quale consente al garante di rifarsi sulla controparte ove questa non provveda nei tempi previsti a restituire la somma versata in qualità di subentrante. E questo spiega, in fondo, come il garante, a sua volta sia tutelato nella sua funzione.

Cosa deve fare il garante, per evitare possibili rischi?

Come abbiamo visto, quindi, il garante può chiedere al contraente principale la restituzione delle somme che ha dovuto anticipare a seguito del mancato assolvimento dell’impegno assunto con l’ente erogante.

Può però accadere che venga a sapere in ritardo, o addirittura che non venga avvisato di quanto sta accadendo e che, di conseguenza, il suo nome vada a finire in uno degli elenchi di cattivi pagatori di cui abbiamo già parlato in precedenza. Proprio per questo motivo, il consiglio che possiamo dare è di monitorare la situazione del prestito. Accertandosi in particolare che la rata concordata sia versata mese dopo mese. Non farlo può aprire la strada a pessime sorprese, con la pratica inclusione del proprio nominativo tra quelli dei cattivi pagatori.

Quali sono i vantaggi di un prestito con garante?

Quali sono i vantaggi di una formula così particolare come quella rappresentata dal prestito con garante? Il maggiore è da ravvisare proprio nel fatto che grazie ad essa anche chi non avrebbe i requisiti per poter ottenere un finanziamento può diventare una controparte non solo credibile, ma anche gradita per le finanziarie.

Le quali, proprio grazie alla sua presenza, vedono aumentare una platea, quella dei possibili clienti, la quale sarebbe altrimenti molto ridotta alla luce del sempre crescente numero di persone che entrano a far parte, giorno dopo giorno, della categoria dei cattivi pagatori e delle persone che non hanno più una busta paga cui potersi appoggiare per poter rientrare del debito contratto.

In pratica, possiamo dire che proprio questa soluzione rappresenta una possibile risposta al credit crunch imperante nel nostro Paese. Sia per le aziende creditizie, rassicurate in ordine al rientro della propria esposizione, sia per coloro che non possiedono i requisiti per poter chiedere un prestito. E sono in molti a presumere che nell’immediato futuro il numero di questo genere di prestiti subirà un notevole aumento. A motivare questo convincimento è la particolare situazione in cui versa il nostro Paese, con un gran numero di famiglie alla ricerca di finanziamenti che possono essere ottenuti soltanto presentando una figura chiave come il garante.