Prestito con garante: come impiegare le somme erogate

Indice dei contenuti

Figura del garante: cosa sapere

Il garante rappresenta una figura di rilievo, per ottenere un prestito di diverso tipo. Che si tratti di cassaintegrati, pensionati, disoccupati, dipendenti pubblici e non. Deve mostrare alla banca una certa stabilità economica, dimostrando un contratto di lavoro a tempo determinato e indeterminato. Il part-time non viene considerato come elemento valido per la candidatura a garante. Inoltre bisogna anche mostrare le ultime due buste paga, e in casi particolari il possesso di immobili, proprietà e beni di valore. Il garante non può risultare in alcun modo cattivo pagatore, e quindi avere un credit score negativo. Viene chiamato in causa, per sanare parte del debito o la sua totalità, nel caso in cui il debitore non sia in grado di farlo. Tutto secondo quanto stabilito all’interno del contratto firmato e stipulato.

Chi è il garante straordinario: casi in cui entra in gioco

Il garante interviene pagando una rata, più rate del prestito, una porzione o tutta la sua totalità. Ogni dettagli e modalità di intervento del garante, è all’interno del contratto firmato. Una delle figure che entra maggiormente in gioco, è quella del garante straordinario. Nello specifico il suo intervento è richiesto nel momento in cui il debitore non ha la possibilità di pagare una sola rata del prestito ricevuto. In base al tipo di garante, da accordo stipulato al momento della firma, si può fare una distinzione di vari tipi di garante. Nel caso però del garante straordinario, il debito non viene sanato subito e non vengono coperte tutte le rate previste dal piano di ammortamento. Si tratta di una rata, in caso di estrema difficoltà dei debitore. Dal mese successivo sarà lo stesso debitore a dover però pagare la rata come da contratto.

I tempi di erogazione del prestito e come impiegare le somme ricevute

Dopo che la nostra domanda è stata accettata, perché abbiamo incluso tutti i documenti che attestano la nostra condizione economica e quella del garante, allora riceveremo la somma richiesta nel finanziamento. Trattandosi di prestiti personali e non finalizzati, oltre al fatto che non bisogna richiedere un preventivo, ricevere il denaro direttamente sul nostro conto corrente.

Possiamo inoltre utilizzarlo come meglio desideriamo, per far fronte a spese improvvise, per comprare una macchina, accendere un mutuo e tanto altro. Per quanto concerne i tempi di erogazione, questi dipendono dal tipo di finanziamento che abbiamo richiesto e dal fatto di aver correttamente inviato la domanda. Anche se c’è da dire che a prescindere i prestiti richiesti online, presentano tempistiche molto più ridotte rispetto a quelli invece richiesti fisicamente allo sportello. Avremo tempi ridotti per avere una risposta sulla domanda, e per ricevere la somma in denaro richiesta. Comodamente da casa, possiamo fare le valutazioni del caso informandoci come meglio crediamo sul web. Meglio accedere ai siti ufficiali delle banche, e andare a perlustrare nell’area dedicata proprio ai prestiti.

Esistono poi prestiti particolari che arrivano ad un massimo di 5.000 euro, per questo chiamati anche micro-prestiti, i quali vengono erogati in 24 ore o 48 ore. Il numero massimo di rate concesse, dipende dalla situazione del debitore, dal tipo di somma richiesta dal finanziamento e senza dubbio dalle politiche di ciascuna banca.

Accredito su conto corrente o carta prepagata con IBAN

I prestiti personali prevedono l’accredito della somma richiesta dal finanziamento, direttamente sul proprio conto corrente. C’è da dire che però è possibile per coloro che non hanno un conto aperto, ricevere la somma tramite una carta prepagata con IBAN o carta di credito. Questo metodo sta ultimamente spopolando, in quanto tutti coloro che non vogliono spendere per aprirsi un conto, hanno possibilità in questo modo a costo zero di richiedere un finanziamento. Ovviamente dobbiamo tener conto della cifra massima che la carta può contenere.

Prestito personale e prestito finalizzato: differenze di spesa

Con il prestito personale, come abbiamo visto, abbiamo l’accredito di una certa somma di denaro sul conto corrente o IBAN presente anche su una carta prepagata. Possiamo così spendere la cifra come meglio desideriamo.

Per acquistare qualsiasi bene di consumo, usufruire di servizi, pagare bollette, far fronte a spese specifiche. I prestiti personali per questo motivo sono i più richiesti, e spesso e volentieri presentano tassi di interesse molto bassi per le categorie di clienti svantaggiati. Il tasso se fisso, aiuta ancor di più coloro che sono in difficoltà economica a gestire le spese in uscita ogni mese.

Quando invece trattiamo di un prestito non personale, e quindi finalizzato, le cose sono ben diverse. Infatti non avremo in “mano” la cifra che abbiamo richiesto, ma la banca eroga per così dire il finanziamento all’ente o negozio presso cui andremo a comprare un bene specifico. In questo caso, non possiamo quindi acquistare qualsiasi cosa. Ma soltanto quel bene di consumo, riportato all’interno del preventivo che abbiamo mostrato obbligatoriamente alla banca.

Il prestito finalizzato più diffuso è quello d’onore, o dedicato agli studenti. Il pagamento delle tasse universitarie avviene direttamente da parte della banca, che ha un legame con l’Università presso cui lo studente richiedente è iscritto. Quest’ultimo deve essere regolarmente iscritto ad un corso di laurea, non risultare fuori corso, e non aver ricevuto mai alcuna borsa di studio. I tassi di interesse sono molto agevolati e sempre fissi.

Il piano di ammortamento disteso nel tempo, tiene conto di questa speciale categoria di soggetti. Lo studente ad ogni modo, deve poter documentare o attestare di percepire un reddito anche con contratto part-time. Il CUD, potrebbe essere un valido documento, che la banca può richiedere in questi casi.