Prestiti con garante: che cos’è il garante straordinario e cosa fa

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Il prestito con garante è una delle soluzioni che sono state messe in campo dal sistema creditizio per porre un argine alla pericolosa crescita della platea di coloro i quali non sono in grado di presentare le garanzie a sostegno della propria richiesta di finanziamenti.
Una tendenza che in Italia, purtroppo, ha ormai toccato ormai da tempo livelli preoccupanti. Secondo alcuni calcoli fatti anche di recente, infatti, sarebbero appena dieci milioni coloro che in Italia posseggono i requisiti per ottenere un prestito. Tutti gli altri fanno parte della categoria dei cattivi pagatori. Ovvero coloro che, per un motivo o per l’altro, vedono il loro nominativo rientrare in un elenco redatto dalle cosiddette centrali rischi. Tali ormai da rappresentare un vero e proprio girone infernale.

Cosa sono le garanzie?

Le garanzie, nel caso del settore creditizio, sono in pratica i prerequisiti per poter accedere ad un prestito. Senza i quali le finanziarie interpellate neanche prenderanno in considerazione la richiesta. In buona sostanza, per garanzie si intendono:

  • la capacità reddituale, ovvero una busta paga su cui poter appoggiare il piano di rientro concordato per la restituzione dei soldi ottenuti, più gli interessi stabiliti. In assenza di essa, si deve dimostrare il godimento di entrate continue, ad esempio derivanti dall’affitto di un immobile o sotto forma di bonifici frequenti liquidati alla consegna di determinati lavori;
  • il merito creditizio, definizione che sta ad indicare l’assenza del proprio nominativo da uno dei tanti elenchi di cattivi pagatori stilati periodicamente dalle centrali rischi, ad esempio quello del CRIF.

Come si può ovviare all’assenza delle garanzie?

Cosa accade nel caso in cui non sia possibile presentare le garanzie? E’ possibile ovviare a questa pur grave lacuna? Sicuramente sì, in particolare con una particolare soluzione creditizia, il prestito con garante. Nel quale a prestarle sarà una terza figura, dotato delle caratteristiche che abbiamo già ricordato.
Il ricorso a questo ulteriore soggetto, allarga non solo il numero dei partecipanti alla negoziazione, ma permette infine all’ente creditizio interpellato di poter avere sicurezze in ordine al piano di rientro della cifra prestata. Oltre che al versamento degli interessi concordati in sede contrattuale.
Proprio per questo motivo, un numero sempre crescente di finanziarie sono disposte ad accettare proposte di questo tenore. Anche perché, a conti fatti, il rischio è minimo e il ritorno può rivelarsi importante. Anche grazie a TAEG (acronimo di Tasso Annuo Effettivo Globale) i quali si rivelano infine estremamente elevati.

Cos’è il garante straordinario e cosa fa?

Il garante è detto anche straordinario. A giustificare questa definizione è la funzione che è chiamato ad assolvere una volta prestate le necessarie garanzie. Ovvero il suo subentro al debitore nel caso in cui questi si trovi improvvisamente impossibilitato a pagare la rata mensile.
Occorre a questo punto aggiungere che si parla di garante straordinario proprio in quanto il suo eventuale intervento avviene sporadicamente. Ovvero nelle occasioni in cui il suo assistito non versi la rata dovuta alla finanziaria. Sperando che alla fine del mese il contraente principale riesca a recuperare la sua capacità finanziaria per poter tornare ad assolvere all’obbligo stipulato. Ove ciò non accada, però, la situazione potrebbe ingarbugliarsi in maniera estremamente significativa.

Cosa accade se il garante è costretto a subentrare?

Cosa accade se il garante è costretto a subentrare all’assistito, anche se in via del tutto straordinaria? In pratica ha la possibilità di rifarsi sul garantito, in modo da riavere indietro le somme che ha dovuto versare al suo posto.
Per farlo, ha a disposizione due alternative:

  • procedere in via amichevole, provando ad intavolare una trattativa la quale tenga conto dello stato particolare in cui versa il debitore, magari provando a concordare un pagamento ratealizzato;
  • avviare una vera e propria vertenza, ove una ricomposizione amichevole non sia possibile. In tal caso si può ottenere una ingiunzione da parte del tribunale, oppure un intervento del giudice di pace ove la cifra in ballo sia di modesto importo.

Occorre fare attenzione, prima di accettare il ruolo di garante

Proprio la possibilità che la questione del rientro dei soldi anticipati si trasformi in una vera e propria querelle giudiziaria, dovrebbe spingere gli interessati a esaminare la questione cercando di non cedere al subitaneo impulso di aderire alla richiesta di chi necessiti di un garante.
Come è facilmente immaginabile, infatti, a ricoprire il ruolo sono spesso chiamati familiari o conoscenti stretti della persona interessata. Nel primo caso potrebbe non accadere nulla, in quanto solitamente il familiare dell’assistito sa in partenza le condizioni in cui questi versa e potrebbe interpretare il tutto alla stregua di un prestito personale.
Nel secondo caso, invece, si può arrivare alla rottura di un rapporto di lunga data. Lasciando peraltro una scia di recriminazioni tali da non lasciare spazio per la ricomposizione della vicenda. Proprio per questo motivo si consiglia di esaminare in maniera spassionata l’ipotesi di fungere da garante.