Documenti e condizioni dei prestiti con garante per disoccupati: cosa sapere

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La disoccupazione in Italia è tornata a crescere dopo l’arrivo del Covid sul suolo tricolore. Se era un dato facilmente prevedibile, non di meno ha destato grande preoccupazione, anche perché lo stop del blocco dei licenziamenti potrebbe presto provocare una nuova crepa, in tal senso.
Occorre peraltro ricordare come l’Italia rappresenti un caso a parte nell’ambito delle grandi economie mondiali. Il nostro Paese, infatti, vanta già in condizioni normali un numero di senza lavoro più alto. Destinato di conseguenza ad aumentare ogni volta che gli spifferi di crisi tornino a farsi sentire.
Il problema è innanzi tutto di carattere sociale, come si può facilmente capire. Ma anche sul piano creditizio le conseguenze sono di larga portata. Andiamo a vedere il motivo.

Senza lavoro non ci sono le garanzie

Come dovrebbe essere noto, le aziende finanziarie per concedere i loro soldi in prestito esigono garanzie. In particolare, richiedono le seguenti:

  • capacità reddituale, sotto forma di una busta paga sulla quale poter disegnare un piano di rientro (e anche decidere l’entità del prestito concesso), oppure di bonifici ricorrenti, magari per dei lavori svolti a cottimo, oppure per l’affitto di un immobile di proprietà;
  • merito creditizio, intendendo come tale l’assenza del proprio nome da uno dei tanti elenchi di cattivi pagatori stilati periodicamente dalle centrali rischi (ad esempio il CRIF).

Per un disoccupato già la prima condizione è ostativa e rischia di provocare il venir meno della seconda, se ha un prestito in corso.

Come si comportano le finanziarie di fronte ad un disoccupato?

Quando a presentare la richiesta di un prestito è un disoccupato, la reazione delle finanziarie non è di immediata chiusura. Il settore, infatti, ha preso atto da tempo della particolare situazione venutasi a creare nel nostro Paese. Se operasse la stretta nei confronti di tutti coloro i quali non possiedono le garanzie che abbiamo menzionato, il proprio bacino d’utenza si ridurrebbe drasticamente.
Le aziende del settore hanno invece mostrato una discreta flessibilità. In particolare, hanno deciso di dare vita a soluzioni in grado di ovviare, per quanto possibile, alla mancanza delle garanzie. Tra di esse occorre senz’altro ricordare il prestito con garante, il quale sposta il problema su un terzo soggetto. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio di cosa si tratti.

Prestiti con garante: cosa sono?

Per prestiti con garante si intendono quei finanziamenti in cui a presentare i requisiti necessari per accedere al finanziamento è una terza persona: il garante, appunto.
Proprio lui, infatti, per sostenere la richiesta avanzata dal suo assistito, dovrà mettere a disposizione una busta paga o comunque un patrimonio sufficiente per dare rassicurazioni sul rientro dei soldi prestati da parte della finanziaria, e uno storico invitto nei rapporti con il settore.
Siamo quindi in presenza di una formula in cui le garanzie vengono comunque presentate, in modo da rassicurare l’ente chiamato ad erogare i soldi. Solo che a prestarle non è il contraente principale, ma una persona che aderisce alla sua richiesta di supporto. Solitamente un parente o un conoscente stretto.

Quali sono i documenti da presentare, da parte del garante?

Anche i documenti che devono sbloccare la transazione devono essere presentati, quindi, dal garante. Ma quali sono quelli che occorre effettivamente presentare? In pratica, i seguenti:

  1. un documento d’identità in corso di validità, ad esempio la carta d’identità oppure la patente di guida;
  2. il proprio codice fiscale:
  3. il documento che attesti la presenza di un reddito, ovvero l’ultima busta paga o cedolino pensionistico ricevuti.

Cosa accade al garante se il suo assistito non paga?

Prima di aderire all’ipotesi di fungere da garante, occorre pensarci con molta attenzione. Nel caso in cui il garantito perda all’improvviso la sua capacità finanziaria e smetta di pagare, sarà proprio chi ha accettato la funzione a dovergli subentrare nei pagamenti.
Se è vero che questa necessità riveste i caratteri di straordinarietà, è anche vero che intanto ci si deve rassegnare all’idea di versare soldi i quali magari non erano stati messi in conto. Inoltre può accadere che la finanziaria non invii puntuale comunicazione al proposito, con la paradossale conseguenza che il garante possa vedere anche il suo nome finire nel calderone dei cattivi pagatori. Aggiungendo la beffa al danno.

Il diritto di rivalsa del garante

Naturalmente, il garante può a sua volta rivalersi sul garantito, chiedendogli la restituzione delle somme anticipate. Per farlo, le strade possibili sono due:

  1. una composizione amichevole della vicenda, magari tramite un accordo a parte che tenga conto della reale situazione del debitore, disegnando un rientro soft delle cifre dovute:
  2. nel caso in cui la prima ipotesi si riveli impraticabile, una vertenza giudiziaria, tendente ad ottenere una ingiunzione. Nel caso in cui le somme in questione siano di modesto importo ci si può anche rivolgere all’ABF, acronimo di Arbitro Bancario Finanziario. Una soluzione consigliabile anche alla luce della maggiore rapidità delle procedure e del costo estremamente contenuto, pari a 20 euro, i quali verranno peraltro restituiti in caso di accoglimento dell’istanza. La domanda di intervento dell’ABF avviene attualmente solo online, utilizzando il sito istituzionale dell’organismo.

Pro e contro del prestito con garante

Il prestito con garante è una soluzione molto gradita al settore creditizio. Il motivo è facilmente comprensibile: le garanzie, infatti, ci sono e vengono messe in campo da un terzo soggetto. Il risultato è quindi assicurato, andando ad eliminare le possibili insidie derivanti dalla possibilità che il prestito non venga ripagato, andando a finire nei Non Performing Loans (NPL), ovvero i crediti inesigibili.
Oltre alla sicurezza di rientrare, le finanziarie vanno in questo caso ad assicurarsi un ulteriore vantaggio: il prestito con garante costa di più al richiedente, rispetto ad un prestito tradizionale. Per lui, quindi, si presenta alla stregua di una soluzione scarsamente conveniente.

Il vero vantaggio è invece da ravvisare nel fatto che si tratta, in fondo, di una sorta di scialuppa di salvataggio. Senza la quale non esisterebbero alternative. La mancanza di garanzie, infatti, precluderebbe in partenza la possibilità di ottenere un finanziamento. Proprio questo, in definitiva, è il motivo che garantisce successo a questo genere di prestito, in un Paese ove le garanzie mancano a un gran numero di soggetti.